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Sostenibilità ambientale: significato e alcuni esempi

Nello studio “Preventing disease through healthy environment”, commissionato dalla World Health Organizations, appare chiaro che il 24% delle morti al mondo può essere ricondotto a fattori ambientali che tuttavia si possono evitare. 

Lo studio ha preso vita nel 2002 e mostra chiaramente come il benessere umano venga compromesso dal rapporto di sovrasfruttamento nei confronti del Pianeta.

Nello stesso anno si è tenuto a Johannesburg (Sud Africa), dal 26 agosto al 4 settembre, il Vertice Mondiale sullo Sviluppo Sostenibile 2002, in cui il segretario generale in cui Kofi Annan ha dichiarato:

“Viviamo in un pianeta inserito in una delicata ed intricata rete di relazioni ecologiche, sociali, economiche e culturali che regolano le nostre esistenze. Se vogliamo raggiungere uno sviluppo sostenibile, dovremo dimostrare una maggiore responsabilità nei confronti degli ecosistemi dai quali dipende ogni forma di vita, considerandoci parte di una sola comunità umana, e nei confronti delle generazioni che seguiranno la nostra. Il Vertice di Johannesburg 2002 rappresenta un’opportunità per l’impegno di costruire un futuro più sostenibile.”

Da allora si sono susseguiti eventi e summit sul tema, e anche l’Unione Europea si è mossa con iniziative e disegni di legge volti a garantire una maggiore sostenibilità. Sono nate certificazioni finalizzate ad attestare la sostenibilità di processi e prodotti e un’azione di sensibilizzazione che ci ha resi più attenti alle tematiche ambientali.

Seppur l’abbiamo ripetuto più volte in altri articoli, cerchiamo di capire nell’effettivo cosa sia la sostenibilità ambientale e come possiamo essere noi stessi artefici di uno stile di vita più eco friendly.

sostenibilita

Cos'è la sostenibilità ambientale?

Il concetto di sostenibilità è nato negli anni ‘70 in campo ecologico. Tuttavia, nel 2005 viene allargato ad aspetti economici e sociali che sono stati integrati con il concetto di tutela ambientale.

Nel dettaglio, il principio della sostenibilità ambientale sale alla ribalta per la prima volta nel 1972, quando compare nel rapporto I Limiti della Crescita commissionato dal Club di Roma al MIT. Donella e Dennis Meadows, Jørgen Randers e William W. Behrens III sostengono per la prima volta un concetto rivoluzionario secondo cui non è possibile una crescita infinita perché viviamo su un pianeta finito con risorse naturali non rinnovabili.

Per “sostenibilità”, quindi, possiamo intendere la possibilità di portare avanti per un tempo indeterminato un certo comportamento, oppure un modello socio-economico, senza recare danno all’ambiente.

Per rendere sostenibili i processi aziendali, è necessario che ci sia un equilibrio tra il consumo di risorse in relazione alla loro rigenerazione, così come devono essere bilanciate la produzione di emissioni inquinanti e la loro naturale eliminazione.

Nonostante gli sforzi finora compiuti, il nostro Paese si trova in una condizione di debito nei confronti del Pianeta. Ogni anno, infatti, con Earth Overshoot Day si sancisce l’esaurimento ufficiale delle risorse rinnovabili a disposizione con la conseguente necessità di importarle. 

Per l’Italia questo giorno è arrivato il 13 maggio 2021. Secondo le stime del WWF, questo andamento mette in luce il fatto che le attività globali impattano sull’ambiente nella misura in cui, per coprire i ritmi delle attuali necessità, occorrerebbero 1,6 pianeti, mentre nel 2030 la stima si alzerebbe a due.

Come funziona la sostenibilità ambientale?

Un’azione sostenibile è un’azione lungimirante. La sostenibilità ambientale funziona attraverso la protezione delle risorse naturali, il loro uso consapevole e l’abbattimento degli sprechi. Tutto ciò porta alla protezione degli ecosistemi globali, al fine di sostenere la salute e il benessere della comunità umana presente e futura e di tutti gli esseri viventi.

In tal senso, parliamo di un’azione lungimirante che non va a compromettere le possibilità di vita delle future generazioni.

Dobbiamo tener presente che la sostenibilità ambientale passa attraverso la transizione ecologica, la quale mira a modificare il nostro approccio alle fonti di energia.

L’uso delle risorse rinnovabili presenta un vantaggio sostanziale: il loro sfruttamento è inferiore rispetto alla velocità con cui si rigenerano. Nel dettaglio, la sostenibilità ecologica dipende anche dalla capacità di carico e dalla resilienza dei sistemi naturali.

La natura è regolata da leggi che le consentono di risanarsi e rigenerarsi nel corso del tempo. Il problema riguarda le pressioni che l’uomo effettua sugli ecosistemi, che non sempre dipendono da un rapporto equilibrato con la natura e che a lungo andare evolve in maniera dannosa per tutti gli esseri viventi.

In base a quanto finora detto, ci accorgiamo che il concetto di sostenibilità ambientale si inquadra in un contesto più ampio che ingloba aspetti economici e sociali.

Parliamo di sviluppo sostenibile di un territorio quando un’attività:

  • ha il minor impatto possibile verso l’ambiente, limitando le emissioni inquinanti che possono contaminare suolo, acqua e aria;
  • raggiunge l’efficienza energetica grazie all’uso di energie rinnovabili;
  • si impegna non solo a limitare, ma agisce anche ponendo rimedio con azioni di risarcimento nei confronti dell’ambiente (un esempio è la filiera del legno, in cui al taglio segue la piantumazione in risarcimento degli alberi tagliati);
  • traduce il proprio impegno anche in una valorizzazione del capitale umano del territorio attraverso la garanzia di pari opportunità e il benessere del lavoratore;
  • è in grado di fare network con le realtà locali per implementare iniziative di filiera.

Perché la sostenibilità ambientale è importante?

Ricercare la sostenibilità ambientale in questo momento storico è un dovere, perché finora abbiamo assistito a una crescita industriale esponenziale a cui hanno fatto da eco uno sfruttamento e un uso dell’energia non sempre in sintonia con le esigenze del Pianeta.

Dobbiamo agire per invertire quelli che sono gli effetti attuali del cambiamento climatico, che interferisce con tutte quelle attività che hanno un legame stretto con il clima stesso: pensiamo ad esempio all’agricoltura o anche al turismo. 

L’obiettivo sarà quindi quello di lavorare per ottenere luoghi più sani in cui vivere, per lasciare un mondo fruibile alle generazioni future. Per le aziende, questo significa avere un ruolo attivo e preminente anche nella costruzione di comunità fiorenti.

Alcuni esempi di sostenibilità

Quando parliamo di sostenibilità, molto spesso pensiamo ai grandi obiettivi posti dall’Agenda 2030 o a politiche aziendali volte al rispetto dell’ambiente. In realtà, le azioni importanti possono essere intraprese anche dal singolo individuo. Ci sono cose che puoi fare anche tu: alcune a costo 0, altre richiederanno maggior impegno, ma tuttavia sono necessarie per assicurare un futuro alle generazioni che verranno dopo la nostra.

Ripensare il nostro rapporto con gli oggetti

Se finora il rapporto con gli oggetti ha seguito una linea retta strutturata nel seguente modo:

Creazione del prodotto – Arrivo nella catena distributiva – Vendita – Uso – Rifiuto

ad oggi questa filosofia non è più sostenibile, per cui l’ultimo tassello del ciclo di vita deve essere trasformato nella possibilità di riuso e riciclo. Vanno quindi incentivate formule di solidarietà e di sharing: scegliere prodotti che a fine utilizzo siano riciclabili e confezionati in imballaggi riciclabili; partecipare attivamente alla raccolta e separazione dei rifiuti e incentivare uno stile di vita “zero waste”.

Ripensare il rapporto con le risorse e le fonti energetiche

Tutti giorni utilizziamo l’acqua e facciamo uso dell’elettricità. Molti di noi per le esigenze pratiche si spostano in automobile: ma siamo in grado di stabilire un rapporto equilibrato tra le nostre esigenze e quelle dell’ambiente? Siamo consapevoli del fatto che esasperare i consumi energetici significa non solo ricevere un danno in bolletta, ma anche essere responsabili di maggiori emissioni? 

Possiamo impegnarci tutti i giorni a partire dalla nostra abitazione. Se abbiamo la possibilità, visti anche gli incentivi messi a disposizione dallo Stato, possiamo scegliere il fotovoltaico per la produzione di energia della casa.

Inoltre, si può scegliere un’offerta per la fornitura energetica 100% green. In tal senso, sottoscrivendo un contratto con un’azienda come NWG Energia si potrà fare qualcosa di concreto per l’ambiente, limitando le emissioni di CO2.

“Sempre e solo rinnovabile” – questa è la promessa incisa nello statuto aziendale e che ne definisce il DNA green. L’azienda, infatti, distribuisce solo energia proveniente da fonti rinnovabili come eolico e fotovoltaico e, grazie a offerte come Luce Amica 2030 G7 e Bolletta Zero, personalizzi la tua fornitura e puoi ottenere sconti sul costo dell’energia.

Possiamo scegliere sistemi di automazione e controllo da remoto per regolare il riscaldamento della casa e la produzione di acqua sanitaria.

Se l’acqua del rubinetto si presenta ricca di calcare, puoi migliorare la qualità con un addolcitore così da prolungare la vita dei tuoi elettrodomestici.

Puoi scegliere forme di mobilità sostenibile e di car sharing per limitare l’impatto dei nostri spostamenti.

Facciamoci promotori di attività a favore dell’ambiente a partire dalla pulizia degli spazi che siamo soliti frequentare, cercando di sensibilizzare le persone intorno a noi.